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Daniele Morante

Belin, l’impostura

Intrecci
1997, pp. 128, Brossura 12x16,5

ISBN: 9788886586252
€ 7,00
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Scheda libro

Un grido liberatorio contro la stupidità umana in cinque racconti paradossali che spiegano perché non facciamo mai quello che desideriamo davvero. Nudisti che si scoprono bacchettoni o razzisti; l’amore per una dolce maestrina sopraffatto dall’inspiegabile attrazione per un commerciante di bestiame... una galleria di tipi umani descritti con pungete malizia. Ogni racconto è una piccola farsesca commedia di situazioni, che mette a nudo la fondamentale arbitrarietà delle motivazioni del comportamento umano. Un filo conduttore è rintracciabile nel tema dell’impostura, che affiora nel tentativo dell’irreale di contraffare e soverchiare il reale, in un infido doppio che tenta di assumere le spoglie dell’io, fino a incarnarsi nella grottesca figura di Belin, mastro impostore egli stesso e debellatore d’imposture.

DISPONIBILE SOLO PRESSO L’EDITORE

Autore

Daniele Morante

Nato a Grosseto, i suoi interessi prevalenti spaziano dalla letteratura alla linguistica. Ha svolto per lungo tempo attività di consulente editoriale e traduttore — da russo, francese e inglese — per varie case editrici italiane, come Garzanti, Einaudi e Bollati, oltre che Voland. È autore di racconti. Con Voland ha pubblicato la raccolta Belin, l’impostura (1997). Suoi racconti e collaborazioni sono apparsi sulle riviste “Nuovi argomenti”, “Ombre rosse” (1977), “Paragone” (1992), in una silloge (Incursioni ai confini) edita dall’amministrazione comunale di Venezia, nonché nell’ambito del volume Per Anna Karenina (Voland 1995). In campo linguistico ha collaborato con una serie di articoli di geografia delle lingue alla rivista “L’Universo” (1991-1993), e ha pubblicato — in francese — La ville en tant qu’atome linguistique, catalyseur/relais de langues (Institut de la Francophonie 2000), Le Risorgimento italien comme révolution des italophones (L’Harmattan 2007), nonché Le champ gravitationnel linguistique (L’Harmattan 2009) frutto quest’ultimo di un lavoro decennale oltreché di una ricerca “sul terreno” di sei mesi in Mali. Sta attualmente curando un epistolario di Elsa Morante.