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Bulgakov/Tarabbia

Diavoleide

Sírin Classica
2012, eBook

ISBN: 9788862432818
€ 4,99
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Scheda libro

Diavoleide (...) è un racconto scritto in modo furioso, pullula di verbi di moto, di ripetizioni martellanti, di dialoghi rapidi (...) So bene che è facile parlare con il senno di poi – di lì a tre anni, nel 1928, Bulgakov avrebbe iniziato a elaborare uno dei più grandi romanzi del ’900 e di sempre: tuttavia, non riesco a non pensare che Mutandoner sia una versione primitiva di Voland, che le sue gesta racchiudano una prima idea delle peripezie di Azazel, Behemot e gli altri, che la sala con il colonnato in cui Korotkov (un Berlioz ante litteram?) incontra Jan Sobesskij sia un’anteprima della magnifica sala dove si svolge il Gran Ballo di Satana e che la trafila di segretarie che popolano Diavoleide siano il laboratorio dove Bulgakov perfezionò i personaggi femminili del romanzo che non sono Margherita. Forse è proprio con Diavoleide che il “seme del diavolo” si impossessa definitivamente di Bulgakov: è da qui, da questo piccolo libro, allora, che bisogna partire per entrare nel mondo allucinato e grottesco di uno dei massimi scrittori del XX secolo. 

Autore

Michail Bulgakov

Michail Afanas’evič Bulgakov nacque a Kiev nel 1891 e si laureò in medicina nel 1916. Abbandonò presto la professione medica per dedicarsi al giornalismo e alla letteratura. Nel 1921 si trasferì a Mosca, città dove visse fino alla morte. Drammaturgo e romanziere, pubblicò nel 1922 la sua prima raccolta di prose brevi, Appunti sui polsini, seguita tre anni più tardi dal primo romanzo, La guardia bianca. Nel 1925 pubblicò alcuni racconti fantastici diventati dei classici del ’900: Cuore di cane, Le uova fatali e Diavoleide. Nello stesso anno scrisse alcune delle sue più celebri opere teatrali, I giorni dei Turbin e L’appartamento di Zoja. Dal 1930 al 1936 lavorò per il Teatro dell’Arte di Mosca: quest’esperienza è il nucleo dell’incompiuto Romanzo teatrale (1936-1939). Nel 1933 scrisse una Vita del signor di Molière. Nel 1940, anno della morte avvenuta per sclerosi renale, completò l’ottava redazione del suo capolavoro, Il Maestro e Margherita, che vide la luce in una versione censurata nel 1966 prima di essere pubblicato in versione integrale a Francoforte nel 1969.