Responsive image
Gogol’/De Michelis

Due storie pietroburghesi

Sírin Classica, n. 6
2012, pp. 144, 10,5x15,5

ISBN: 9788862431101
€ 10,00
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello € 10,00
Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist
Altre edizioni
Scheda libro

“Senza intenzione di avallare o contestare la questione nazional-popolare (il Gogol’ ‘ucraino’ contrapposto al Gogol’ ‘pietroburghese’, e magari tutti e due al Gogol’ ‘romano’), ma per una convinzione radicata su una linea critica ormai sedimentata, ritengo che questi racconti rappresentino il punto più ‘alto’ di quanto ci ha trasmesso il grande scrittore (naturalmente, accanto alle Anime morte e al Revisore). L’essenzialità del narrato vi diviene condizione per la ricchezza dell’espressività, capace di sublimare l’aneddotica in una complessa visione del mondo in cui il patetico e l’ironico (e talora il tragico e il comico) si fondono in un unicum di grande intensità...” (dalla postfazione di Cesare G. De Michelis)

Autori

Nikolaj Gogol’

Nikolaj Vasil’evič Gogol’-Janovskij nacque il 20 marzo (1° aprile) 1809 nel villaggio di Velikie Soročincy in Ucraina, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri, e trascorse l’infanzia nella tenuta paterna di Vasil’evka. Nel 1831 pubblicò Le veglie alla fattoria nei pressi di Dikan’ka, nel 1835 Mirgorod e Arabeschi, una raccolta di saggi e racconti (tra cui Corso Nevskij e Brandelli dal memoriale d’un matto) e iniziò la stesura di un grandioso affresco della Russia del tempo, il capolavoro incompiuto Le anime morte. Tra il 1836 e il 1839 scrisse Il naso, Il calesse e La mantella (poi raccolti, con quelli tratti da Arabeschi, nei cosiddetti Racconti di Pietroburgo). Nel 1836 a Pietroburgo fu rappresentata la commedia L’ispettore: amareggiato dai giudizi negativi della critica, lo scrittore lasciò la Russia iniziando a viaggiare per l’Europa, con un lungo soggiorno anche in Italia. Morì a Mosca il 21 febbraio (4 marzo) 1852, dieci giorni dopo aver bruciato il manoscritto della seconda parte delle Anime morte.

Cesare G. De Michelis

Nato a Roma nel 1944, ha compiuto gli studi all’Università di Roma e li ha completati all’Università “Lomonosov” di Mosca, laureandosi con Angelo M. Ripellino e Tullio De Mauro. È ordinario di letteratura russa dal 1977, e dal 1981 insegna a Roma presso l’Università “Tor Vergata”. Oltre all’attività accademica ha svolto attività pubblicistica e editoriale; collabora con riviste scientifiche (“Russica Romana”, “Arel” e “Protestantesimo”). Tra le sue traduzioni ricordiamo La nemesi (Einaudi, 1980) e I dodici di A. Blok (Marsilio, 1995), Quintessenza di B. Pasternak (Marsilio, 1990), L’ombra di Barkov di A. Puškin (Marsilio, 1990), Delitto e castigo di F. Dostoevskij (“la Repubblica”, 2004) nonché Luka Mudiščev (Voland, 2003); tra i suoi libri più recenti, Il manoscritto inesistente. I “Protocolli dei savi di Sion” (Marsilio, 1998; trad. inglese 2004, trad. russa 2006) e L’avanguardia trasversale. Il futurismo tra Italia e Russia (Marsilio, 2009).