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Dostoevskij/Nori

Memorie del sottosuolo

Sírin Classica, n. 7
2012, pp. 184, 10,5 x 15,5

ISBN: 9788862431095
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Scheda libro

“La poesia, credo, forse mi sbaglio, non sono un esperto, la poesia è come la musica, è il pathos, e questo libro, sia nel primo che nel secondo capitolo (un terzo capitolo che evidentemente c’era nella prima stesura si dev’essere perso per strada, chissà dove, non sono un esperto non posso saperlo), è pieno, di musica e di pathos. Vi consiglio, se posso dar dei consigli, e se ne avete voglia, di leggerlo ad alta voce. Credo che cambi. Ci son delle pagine che non si riescono a leggere senza accelerare, ci son delle pagine in cui manca il fiato.” (dalla postafazione di Paolo Nori)

Autori

Fëdor Dostoevskij

Fëdor Michajlovič Dostoevskij nasce a Mosca nel 1821, secondogenito di sette fratelli. Nel 1838 è ammesso alla Scuola d’Ingegneria ma nel 1844 decide di dedicarsi interamente alla letteratura. Scrive Povera gente, Il sosia, e nel 1847 comincia a frequentare il circolo del letterato socialista Butaševič-Petraševskij, dove si tengono conferenze e dibattiti su scritti di autori vietati in Russia, quali: Saint-Simon, Fourier, Strauss, Cabet, Helvétius e altri. Nell’aprile 1849 è arrestato, insieme ad altri trentatré membri del circolo Petraševskij. La condanna a morte viene all’ultimo momento commutata in quattro anni di lavori forzati in Siberia, con successivo arruolamento obbligato nell’esercito come soldato semplice. Fino al 1853 sconta la pena e poi, fino al 1856, presta servizio come militare. In questo periodo lavora alle Memorie dalla casa dei morti. Negli anni successivi si sposa, fonda insieme al fratello Michail la rivista “Vremja”, pubblica Umiliati e offesi e Memorie dalla casa dei morti, e viaggia all’estero. Nel 1864, anno in cui scrive le Memorie del sottosuolo, Dostoevskij perde la moglie e il fratello Michail, che lascia debiti ingentissimi. L’anno successivo scrive Delitto e Castigo e, ai primi d’ottobre del 1866, comincia a lavorare al romanzo Il giocatore, aiutato da una stenografa, Anna Grigor’evna Snitkina, che diventerà la sua seconda moglie. Sono di questi anni L’idiota, L’eterno marito e I demoni. Nel 1878 è eletto membro dell’Accademia delle Scienze in Russia, onore che, tra gli scrittori, era toccato in precedenza soltanto a Tolstoj e a Turgenev. Nell’autunno 1880 porta a termine I Fratelli Karamazov. Muore il 28 gennaio 1881, all’età di 59 anni, e viene sepolto nel cimitero del monastero Aleksandr Nevskij di San Pietroburgo.

Paolo Nori

Nato a Parma nel 1963, abita a Casalecchio di Reno. Tra i suoi libri Bassotuba non c’è (Derive-Approdi 1999, Einaudi 2000, Feltrinelli 2009), Grandi ustionati (Einaudi 2001), Si chiama Francesca, questo romanzo (Einaudi 2002, Marcos y Marcos 2012), Noi la farem vendetta (Feltrinelli 2006) e I malcontenti (Einaudi 2010). Ha tradotto e curato l’antologia degli scritti di Daniil Charms Disastri (Einaudi 2003, Marcos y Marcos 2011), l’antologia di Velimir Chlebnikov 47 poesie facili e una difficile (Quodlibet 2009) e l’edizione dei classici di Feltrinelli di Un eroe dei nostri tempi di Lermontov (2004), delle Umili prose di Puškin (2006), delle Anime morte di Gogol’ (2009), di Padri e figli di Turgenev (2010) e di Oblomov di Gončarov (2012). Nel 2010 ha tradotto Chadži-Murat di Tolstoj per la collana Sírin Classica di Voland.